Good Bye cupcakes, il mondo ora ha un altro passo

Cover Good living

Good Living compie 50 numeri, gloriosamente pubblicati, per i quali sono immensamente grata – era il 2001 quando ho cominciato questa avventura verso un nuovo concetto di rivista, e mai avrei immaginato allora (avevo appena compiuto 30 anni) che avrei firmato cinquanta editoriali uno in fila all’altro, arrivando sino a qui. Era tutto diverso, e la cucina ancora non faceva parte della mia vita professionale a tempo pieno.
Le cose erano diverse, e non è un semplice modo di dire: 50 numeri hanno visto passare una piccola rivoluzione, basti pensare che allora, nel 2001, in Italia nessuno aveva ancora mangiato una cupcake e di lì a poco, parlando di pavlova, avrei visto diversi sopraccigli alzarsi davanti ai miei occhi di poco più che trentenne. Sì, era un altro mondo, davvero. E andava parecchio di fretta. A Milano la “gente in carriera” era quella che faceva tardi al lavoro e mangiava in piedi all’aperitivo. Si entrava in ufficio con il sole appena spuntato e si usciva praticamente di notte. Si comperava il quotidiano la mattina. Si beveva il cappuccino con il latte e la maggior parte della popolazione non era né intollerante al glutine né vegetariana. L’editoria non aveva ancora conosciuto l’onda anomala chiamata “digitale” e avere un sito internet era considerato un lusso eccentrico da aziende di informatica. Il mio primo editoriale si intitolava allora “Quali sono, oggi, i veri valori?”. In questi anni li abbiamo condivisi insieme, i nostri veri valori: consapevolezza, famiglia, salute fisica e mentale. Buona tavola, amicizia, conoscenza e cultura. L’idea che una rivista femminile potesse esistere senza la moda – allora come adesso – porta a essere perplessi, ma alla fine essere coerenti con la scelta iniziale ha pagato davvero bene. Good Living ha accompagnato molte di noi di stagione in stagione, seguendo il passo della nostra vita. Ora è tempo di lasciare le cupcakes e guardare cosa ci riserva il presente. È ora di voltare pagina, di iniziare progetti nuovi con i quali affrontare i prossimi quindici anni. Sin qui, abbiamo compreso che mangiare è uno dei piaceri della vita, ma dobbiamo farlo meglio, in modo #honestlygood, affinché faccia bene all’anima, ma anche al corpo. Abbiamo capito che non basta muoversi un po’ per dire che facciamo attività fisica, e che correre, nuotare o giocare a tennis sono attività divertenti, a volte anche impegnative, ma che non ci toglieranno di dosso neanche uno dei chili che non vorremmo avere. Abbiamo intrapreso, insieme, una strada di consapevolezza maggiore, che premia chi arriva al risultato a prescindere da quanto tempo ci mette. Che va a un passo più lento, ed è per questo maggiormente vincente. L’era delle cupcakes è finita – guardarla con nostalgia è qualcosa che mi concederò ogni tanto, ma solo per pochi istanti. In realtà adesso il mio desiderio è quello di creare il nuovo, di celebrare una più ampia, contemporanea e longeva visione della vita, in cui il passo lento e la consapevolezza siano la stoffa di base. La bellezza e le buone abitudini il filo con il quale cucire la stoffa. E l’amore e la passione con le quali affronto ancora oggi (sedici anni dopo) l’avventura di scrivere e confezionare un giornale saranno il ricamo che impreziosirà il lavoro. Se applicherete questa formula a ciò che fate ogni giorno, in famiglia, sul lavoroo semplicemente nel prendervi cura di voi stesse e di chi amate, la vostra sarà una vita densa di gratitudine e di soddisfazione. Qualunque sia il prossimo dolce con il quale disegnare la tendenza, mi auguro di avere l’onore e il piacere di prepararlo ancora insieme a voi.

Csaba dalla Zorza