La giusta postura è salute

Le brave e belle bambine stanno sedute composte e camminano ben dritte, ce lo siamo sentite ripetere per secoli in nome delle buone maniere. Ma questa non è una questione solo estetica, la postura dice molto di noi e del nostro carattere – e soprattutto è questione di salute, e di movimento.

 

Dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei. E non serve essere su una pista da ballo. Una persona basta guardarla camminare, stare seduta, muoversi nello spazio per capire molto del suo carattere, del suo stato d’animo, del suo passato e del suo atteggiamento nei confronti di sé e del mondo che la circonda. Non è magia e neppure una dote da mentalista, è semplicemente qualcosa che ognuno di noi trasmette usando un linguaggio non verbale, quello del corpo, volente o nolente, e che un osteopata sa leggere meglio di una veggente alle prese con le linee della vita di una mano. C’è chi sta tutto curvo e in posizione di difesa, con le spalle contratte in avanti e la gobba in vista, chi cammina petto in fuori e testa alta, quasi fosse una sfida, chi rigido come un soldatino. I modi in cui camminiamo o stiamo seduti sono manifestazioni del nostro inconscio, ma sono soprattutto il sintomo di cattive abitudini che nel tempo tendono a danneggiare la nostra salute.

 

Homo Sedutus

Tecnicamente, la postura può definirsi come la posizione che assume il corpo umano nello spazio, ossia la posizione che assumiamo,
in piedi, seduti o sdraiati, fermi o in movimento, per contrastare la forza di gravità con il minor dispendio energetico possibile. Ogni giorno assumiamo posture diverse, anche se molti dei problemi di salute che riscontriamo oggi sono determinati dal fatto che passiamo quasi 10 ore della nostra vita seduti, più 8 sdraiati dormendo, il che significa che se tutto va bene siamo in piedi per sole 6 ore al giorno. Ci siamo evoluti dallo stadio di primati in Homo Sapiens grazie alla posizione eretta e oggi stiamo involvendo verso la condizione di Homo Sedutus. Il corpo umano è una macchina perfetta fatta per muoversi, solo così mantiene in salute il sistema cardiocircolatorio, quello nervoso, endocrino, per non parlare degli aspetti psichici ed emotivi che lo stare fermi o in piedi in posizioni scorrette hanno come effetti negativi sulla salute. La postura corretta è una condizione di equilibrio, e la sedentarietà prolungata è di per sé una condizione non equilibrata. Per avere una giusta postura, non basta stare seduti dritti o imparare a camminare con un libro saldo sulla testa. Bisogna “muoversi”.

 

La palestra non serve

Per fare la prova, basta guardarsi in un breve video fatto dall’amica con il telefonino mentre non ce ne accorgiamo. Osservati di profilo. Cosa vedi? Davanti a uno specchio, prova a rimetterti nella stessa posizione, ora respira e sistemati un attimo, raddrizzati e guardati di nuovo. Sei già un’altra persona, più alta, rilassata e più bella. Vorresti essere sempre così, naturalmente, non solo quando te lo imponi. Tutti pensano che la postura si rovina stando seduti male, dormendo storti o perché non si sta abbastanza dritti. Ma la postura non è la causa, è una conseguenza della rigidità muscolare  e di poca tonicità. L’obiettivo è quindi migliorare la flessibilità dei muscoli, allungando quelli che il più delle volte sono retratti, e “rinforzare” al tempo stesso la muscolatura di schiena e addome, molto debole fra chi non pratica alcuna forma di movimento. Chi va in palestra mira spesso prima di tutto a migliorare la componente estetica, tonificando muscoli come glutei e addominali.
Un corretto movimento invece deve essere studiato per equilibrare il corpo dal punto di vista funzionale. Serve invece un metodo che unisca movimenti di ginnastica dolce dedicati alla postura allo stretching, lavorando dedicata su addominali e muscoli di arti superiori e inferiori, rimodellando il corpo e tonificandolo dall’interno, preservando l’integrità articolare. Il Metodo Figurella è basato su questi principi. Si lavora su forza e resistenza, rinforzando i muscoli e facendo esercizi cardiocircolatori, sviluppando anche abilità motorie perdute, con schemi variegati e sempre più articolati.
Si diventa più consapevoli del proprio corpo, si sentono lavorare i muscoli e ai classici dolori da intorpidimento dovuti alla mancanza
di allenamento si sostituisce la sensazione di benessere e relax dopo ogni seduta. Nel lettino, a pancia in su e senza pesare sulle articolazioni, si comincia e si conclude sempre con la respirazione diaframmatica, la prima fase di ogni ginnastica posturale. Si cerca di sbloccare il diaframma, lavorando su una respirazione profonda: non quella del torace, ma quella a livello della pancia, che libera lo stress e rifocalizza l’attenzione sul proprio corpo. I risultati si vedono velocemente, così come si misurano, centimetro alla mano,
i centimetri persi nei punti critici: ci si sente più flessuosi, non si “scricchiola” più muovendo collo e spalle, si recuperano progressivamente la mobilità perduta e un atteggiamento posturale più corretto e non viziato dalla sedentarietà.