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04 settembre 2018

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Prevenire il diabete: non solo con la dieta

Il diabete non si cura con la dieta – quella era solo una fake news circolata sul web. Ma l’alimentazione è parte della terapia di ogni paziente, e mangiare sano e in modo equilibrato uno dei primi modi per prevenire il diabete di tipo 2 – quello causato da sedentarietà e obesità.

 

La notizia era circolata insistente negli scorsi mesi e molti pazienti affetti da diabete avevano già gridato al miracolo. Purtroppo però, erano corsi ai ripari li esperti, il diabete di tipo 1 (il cosiddetto diabete infantile o mellito) non si cura con la dieta o con costosi integratori, e abbandonare l’insulina può essere molto pericoloso – mortale addirittura.

 

Quello che però è vero, invece, è che nutrirsi in modo sano è la prima terapia per chiunque abbia questa patologia e uno dei modi con cui prevenire il diabete tipo 2, il diabete più diffuso e spesso legato a cattive abitudini di vita, all’obesità e alla sedentarietà.

 

Sfatiamo il primo mito: elaborare una dieta adatta ai soggetti diabetici non significa stabilire un programma restrittivo e difficile da seguire, ma piuttosto elaborare insieme al medico un piano alimentare sano che tenga conto delle esigenze individuali, non escluso il piacere della buona tavola.

 

Alimentazione e movimento

Istintivamente infatti si pensa alle fette di torte, al gelato e a tutti i dolci che non si potranno più mangiare, ma le limitazioni alimentari sono in realtà molte altre – e semplicemente quelle dettate da una sana dieta mediterranea. Avere il diabete, o prevenirlo, significa semplicemente imporsi delle buone abitudini, che cominciano seduti a tavola ma finiscono in piedi, praticando attività fisica.

 

Che sia di tipo 1 o di tipo 2, il diabete è una malattia cronica caratterizzata e impone un controllo attentissimo dei valori della glicemia del sangue poiché l’iperglicemia può dare complicanze gravi e danneggiare molti organi come occhi, reni, sistema nervoso, cardiovascolare e neurovegetativo. Non si può sottovalutare o guarire, ma oltre il rispetto della terapia insulina, una dieta sana e una corretta attività fisica rendono il controllo della glicemia più facile e compatibile con la vita quotidiana e sociale.

 

La buona norma: controllare i picchi glicemici

Rispetto a quello che si può pensare, l’alimentazione idonea per chi è affetto da diabete non è dissimile da quella che dovrebbero seguire tutti quanti. La prima regola è infatti la varietà e la moderazione. Il controllo del peso e il mantenimento della forma fisica sono di per sé il primo modo per controllare anche una malattia cronica come il diabete. Non bisogna seguire una dieta ferrea in quanto a contenuto di calorie, quanto piuttosto imparare a mangiare meglio, controllando e distribuendo l’assunzione degli zuccheri semplici.

 

Farine bianche raffinate e gli zuccheri semplici come saccarosio e glucosio che vengono assorbiti rapidamente determinano un’innalzamento repentino del glucosio del sangue, e il cosiddetto picco glicemico. Questa una situazione pericolosa per i diabetici, che non riescono a controbilanciare naturalmente con la produzione di insulina, è anche la causa degli accumuli di grasso e degli attacchi di fame nei soggetti sani. Per questo si consiglia di scegliere invece carboidrati complessi e amidi, che hanno un indice glicemico inferiore e vengono processati con più lentezza dall’organismo, senza provocare sbalzi glicemici nel sangue. Come in ogni alimentazione equilibrata i carboidrati non vanno quindi eliminati, ma limitati a circa il 50% delle calorie totali, con una netta prevalenza di carboidrati complessi e di fibre, ben distribuiti nei cinque pasti della giornata.

 

Attenzione quindi a pane e farina bianca, riso, pasta all’uovo, polenta, sostitutivi del pane, patate, barbabietole e frutta fresca come banane, cachi, uva e fichi, frutta secca e conserve di frutta zuccherate. Oltre allo zucchero, integrale o semolato, sono da evitare anche altri dolcificanti, seppur naturali, come fruttosio e miele.

 

Meno alimenti processati, più proteine vegetali

Sempre di più la nostra alimentazione è fatta di prodotti già pronti che nascondono insidie difficili da scovare anche in etichetta. Oltre ai dolci, sono tanti i prodotti “salati” che contengono zuccheri nascosti, molte salse, pane in cassetta, succhi di frutta, bibite, yogurt etc – tutte cose che andrebbero eliminate in favore di cose più semplici e sane. Occhio anche agli alcolici, qualunque essi siano.

 

Le fonti proteiche animali andrebbero sostituite con prodotti vegetali contenenti proteine per seguire maggiormente i Livelli di Assunzione Raccomandati di Energia e Nutrienti (LARN) che consigliano di apportare 2/3 delle proteine giornaliere da fonte vegetale e solo 1/3 da fonte animale. Perciò carne, formaggi, affettati e uova dovrebbero lasciare il posto con maggior frequenza a legumi e loro derivati, tofu, seitan, frutta secca a guscio. Nulla di nuovo in sostanza, gli esperti consigliano la sana e vecchia dieta mediterranea.

 

Gli alimenti che abbassano il livello di glucosio

La Società Italiana di Diabetologia ha stilato una lista dei prodotti consigliati come i cereali integrali, orzo, farro, verdure e frutta di stagione ricca di fibre. In particolare nominano pomodori e carciofi, tuberi oltre alla patata come il topinambur e il sedano rapa, il pesce azzurro e l’uso (moderato) di olio extravergine di oliva, capace di abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Fra le curiosità, consigliano di rispolverare due erbe aromatiche care a noi italiani, come origano e rosmarino, con proprietà di controllo della glicemia, cannella e curcuma.

 

Più fibre, come le ha fatte madre natura

Fondamentale aprire un capitolo riguardante le fibre, più che per il loro ruolo a livello intestinale, per la capacità di contribuire alla regolazione della concentrazione del glucosio nel sangue dopo i pasti. Si può ricorrere a cereali e pasta integrale, ad una porzione di verdura per cominciare il pasto e ad abbondanti contorni. Da evitare invece estratti, frullati o comunque preparazioni che spezzano le fibre e ne alterano la loro forma naturale. Oggi siamo tentati dalle trovate del marketing e dai rimedi che promettono grandi risultati senza alcuno sforzo, ma anche a tavola meglio una classica mela da mordere, tutta intera, che una bellissima bottiglietta di concentrato miracoloso di un kg di cavolo nero.

 

La prevenzione non inizia a tavola

Con i casi crescenti di diabete di tipo 2 anche in fasce sempre più giovani della popolazione, è diventato sempre più stringete la necessità di modificare non solo l’alimentazione come forma preventiva e come integrazione terapeutica nei casi di diabete, ma tutto lo stile di vita.

 

L’obesità risulta oramai assodato essere uno dei primi fattori di rischio nell’insorgenza del diabete, anche di quello infantile di tipo 1, e l’obesità è causata inesorabilmente dalla sedentarietà. Soprattutto se si è in soprappeso e non si è più giovani, prima di iniziare un’attività fisica o sportiva, meglio parlarne con il proprio medico oltre a fare un accurato controllo dell’apparato cardiocircolatorio, mette in guardia il Ministero. Meglio evitare di improvvisarsi supersportivi della domenica, sforzando cuore e articolazioni, e scegliere iI programma più adatto alle proprie esigenze fisiche e allo stato di salute generale. L’importante è iniziare gradualmente, soprattutto se si è sempre condotta una vita sedentaria, ma sopratutto non smettere.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]