margo

10 Maggio 2018

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Ridurre il consumo, vivere meglio

L’editoriale di Enjoy Living 6 di Csaba dalla Zorza

Da molti anni sono convinta che l’unica strategia per andare avanti consista nel tornare indietro. Non penso, ovviamente, a rinunciare alle comodità del progresso o ai diritti che sono stati acquisiti, né a una vita senza smartphone e internet. ritengo invece necessario, ormai sopra ogni

altra cosa, comprendere la necessità di tagliare
le forme di spreco che caratterizzano oggi buona parte del mondo occidentale (e di buona parte
di quello orientale, che ci sta seguendo a ruota).
È con questo spirito che già da diversi anni
ho aderito al movimento reducetariano.
Un’idea che è nata da un giovane americano
– Brian Kateman (www.reducetarian.org) e che
si è velocemente diffusa tra tutti coloro che,
come me, sono convinti che si possa fare molto
di più per consumare di meno. Ecco, ridurre –
per me – significa innanzitutto evitare ogni spreco. senza che sia una privazione, ma con l’idea
di non circondarmi del superfluo.
Acquistare meno (non sono particolarmente
brava, in questo, lo dichiaro: mi devo impegnare). Mangiare meno (meno carne, meno pesce, meno formaggi; più verdura, più cereali, più frutta, più semi…). scartare meno confezioni. la spazzatura si riempie sempre troppo velocemente e, anche
se non la amo, il mio bidone della plastica
non è mai vuoto. l’industria che ha reso tutto confezionabile e trasportabile ha invaso il globo con gli incarti. Basterebbe scegliere, almeno
dove si può, di evitare la plastica: per le uova
(si possono acquistare sfuse o nelle confezioni
di carta). Per l’acqua, che può arrivare a casa
nel vetro o uscire dal rubinetto opportunamente trattata. Per l’usa e getta, che esiste anche in carta,
spesso, più ecologico e decisamente più bello.
Ma il vero punto è: dobbiamo davvero mangiare meno? Io dico di sì. E, soprattutto, dobbiamo mangiare meglio. Il consumo alimentare senza controllo delle quantità e delle stagioni sta portando l’occidente verso l’obesità che trascende le classi sociali. si è sempre più sedentari: si mangia troppo, ci si muove poco. si spreca moltissimo. Il risultato? stiamo sempre peggio, in termini di salute e di economia del bilancio familiare. la soluzione è una sola: ridurre. Fare attenzione a ciò che comperiamo quando riempiamo il frigorifero, a resistere alla tentazione dell’acquisto d’impulso, alla golosità fine a se stessa, assecondabile oggi in pochi gesti grazie al “tutto pronto sempre disponibile”. ordinare

la cena d’asporto, comperare quello che ci piace senza pensare a come lo cucineremo, riempire
il carrello solo perché è facile sono tre azioni alle quali si deve prestare attenzione, perché portano lo stile di vita verso l’errore. Quando acquistiamo siamo spesso vittime di sconti (reali o messi

lì per attirarci) e di desideri che poi si riveleranno passeggeri. riflettere prima di comperare è essenziale. organizzare il frigorifero e la dispensa con l’oculatezza che avevano le nostre nonne è un obiettivo difficile da raggiungere, oggi che abbiamo a disposizione tutto. Ma ridurre è indispensabile. Per noi, per la salute, per il pianeta. Comperare meno e mangiare meno porta anche al risparmio

di denaro, che dovremmo imparare ad accantonare con maggior saggezza. Per poter investire in ciò che desideriamo davvero, consentendoci di vivere meglio, lontano dallo spreco bulimico che non porta a nulla, se non a una immediata quanto effimera gratificazione del nostro essere ora.

 

Csaba

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