QUANTO INVESTI IN SALUTE?

Governare il proprio bilancio familiare significa a volte fare scelte impopolari. Senza invocare l’austerity d’emergenza, ma pianificando il proprio futuro, e la propria felicità. Un articolo tratto dall’ultimo numero di Good Living

 

La fine dell’anno è tempo di bilanci. Si tirano le fila degli obiettivi portati a termine e dei buoni propositi disattesi – dove la lista dei secondi è sempre più lunga di quella dei primi. Si filosofeggia su chi vorremmo essere e su come diventarlo, si punta in alto, alla felicità, e si immagina la via per raggiungerla, lastricata di buone intenzioni. Si parte dall’idea di voler viaggiare di più e si finisce troppo spesso per elencare virtù come l’accudimento degli anziani e il sostegno agli infermi. “Sarò più forte, più determinata, indipendente, caritatevole e volitiva” vorresti essere perfetta, ma la realtà è spesso molto diversa dalla fantasia. Ecco perché bisogna guardare ai fatti. Le aziende e le famiglie a fine anno mettono nero su bianco entrate e uscite e tirano le somme facendo i conti con la vera realtà: i soldi non danno la felicità, ma come li spendiamo dice molto sul come stiamo cercando di ottenerla.
La gestione della contabilità familiare è facile, per fare un bilancio si seguono quattro regole molto semplici: totalizza e classifica le spese del passato, pianifica le spese future, fai quello che serve per avere sufficienti entrate, gestisci e goditi i risparmi. È un esercizio di autocoscienza che può lasciare stupiti nello scoprire quanto si spende e per cosa ogni anno, ma soprattutto è uno strumento di pianificazione delle spese ordinarie, frequenti e periodiche, e di quelle straordinarie, prevedibili e imprevedibili, che si presenteranno. Che si guadagnino 10.000 o 1.000€ al mese, i bilanci si fanno così, e, per la cronaca, una famiglia italiana spende ogni mese in media 2.488€ (dati Istat 2016). Il 37% se ne va in spese di casa, il 17% in quella alimentare, il 10% in trasporti. Scendendo nella classifica si scopre amaramente che per telefonini, abbigliamento, alcolici, tabacchi, ristoranti… si spende almeno il 13% del reddito, più del 12% destinato a servizi come assicurazioni, salute e cura della persona.

 

UNA QUESTIONE DI SALUTE

Nel 2016 la spesa in salute è pesata per 616€ a testa, questa la media di quanto gli italiani hanno speso di tasca propria per usufruire di prestazioni sanitarie, visite specialistiche o cure mediche – impreviste e non coperte dal SSN. La scarsa diffusione in Italia delle polizze sanitarie rispetto ad altri Paesi europei è un ulteriore segno di come alla salute ci si pensi davvero poco, e solo all’occorrenza. Lo Stato investe sempre meno in prevenzione (dalle attività di screening all’informazione
al cittadino) nonostante sia ben conosciuto l’impatto in termini economici della cosiddetta “mancata prevenzione”: lievitazione della spesa sanitaria e peggioramento delle condizioni di salute. Inutile scandalizzarsi: a casa nostra, dove governiamo a maggioranza piena, attuiamo esattamente la stessa politica! Pianificare le spese, risparmiare denaro e indirizzare gli investimenti non significa austerità, bensì scegliere la strada per la serenità familiare e personale, sul breve e lungo periodo. Ai politici chiediamo questo, con malcontento, ma possiamo almeno cominciare a essere ministri con il portafoglio migliori di loro.

 

IL TEMPO E’ DENARO

Se si guarda ai consumi “orari” dell’italiano medio si nota come tempo e denaro vadano di pari passo. Trascorriamo in media 4 ore e 28 minuti ogni giorno su internet, 2 ore e 39 davanti alla televisione (Dati Digital, Social & Mobile 2015, We Are Social), peccato che, secondo l’OMS, dovremmo dedicare da adulti almeno 150 minuti a settimana ad attività fisica di tipo aerobico a intensità moderata, o 75 minuti di attività vigorosa, distribuiti equamente, e percorrere almeno quei 10.000 passi al giorno che in pochi invece fanno. Se guardiamo all’orologio della nostra giornata e facciamo un bilancio, stiamo preferendo l’investimento in divano, auto, tv e telefonini, a quello nella salute.
Eppure le prime sono semplicemente oggetti che un giorno potremo ricomprare se rotti, mentre diabete di tipo 2, malattie cardiocircolatorie come infarto e ictus, tumori e problemi di mobilità (ossia le conseguenze della sedentarietà) sono il conto che ci ritroveremo da pagare per aver fatto investimenti sbagliati.

 

PUNTERESTI IL TUO TFR AL CASINO’?

Sottovalutare la prevenzione e ignorare uno stile di vita in grado di mantenerci in buona
salute a lungo è come decidere di giocarsi il TFR andando a puntare tutto alla roulette. Nessun consulente finanziario ce lo consiglierebbe, ma è esattamente quello che stanno facendo molte famiglie italiane: gestire le spese per la salute come straordinarie, e mettendo a budget quelle per la Tv via satellite con pacchetto premium, comprando ai bambini il cellulare ma non un buon corso di ginnastica, spendendo in integratori e cibi pronti al posto che in attività fisica praticata in modo serio e in cibi freschi e sani, da cucinare in casa. È tempo di bilanci, al posto di fantasticare un futuro fatto di gioia e di pace, meglio studiare una strategia che ci porti davvero alla felicità. Se manca la salute, sorridere sarà difficile.

 

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