Trasformare ciò che si ama in professione non è un privilegio per pochi. È una scelta spesso nata da un’esperienza personale profonda. Come quella di tante assistenti e titolari Figurella.
“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita.”
Lo diceva Confucio cinquecento anni prima di Cristo. Segno che il desiderio di sentirsi realizzate nel lavoro non è un capriccio generazionale è uno dei bisogni più antichi e universali dell’essere umano.
Eppure, quante di noi lo vivono davvero? Quante si alzano la mattina con il pensiero di fare qualcosa che ha senso, non solo per il conto in banca, ma per le persone che le circondano, per la società, per sé stesse?
Quando la storia inizia da un lettino
Cercando storie di chi aveva trasformato la passione in lavoro, ci siamo accorti che non serviva andare lontano.
I centri Figurella sono luoghi nati da esempi concreti di imprenditoria femminile, storie di donne che hanno scelto di dedicare le proprie ore di lavoro ad altre donne. E spesso queste storie iniziano esattamente come quelle delle clienti che oggi frequentano i loro centri: dall’altra parte del lettino.
Silvia: da cliente curiosa ad assistente appassionata
Silvia è assistente al centro Figurella di Affi. Ci è entrata per caso, grazie a un invito “porta un’amica” passato di mano in mano da una vicina di casa a una zia, da una zia a una cugina, fino ad arrivare a lei.
Dopo le sedute di prova, l’iscrizione, e poi qualcosa di inaspettato: l’osservazione silenziosa delle sue assistenti. Mentre scopriva l’efficacia del Metodo, cresceva in lei una curiosità per il loro lavoro. Un giorno prende coraggio, presenta il curriculum. Dopo sette anni lascia il posto fisso per accettare la prima occasione disponibile: una sostituzione maternità.
“Questo lavoro ti cambia, mi dicevano e all’inizio non avevo capito cosa significasse” racconta Silvia. “Noi aiutiamo a cambiare le signore, ma questo lavoro aiuta anche te a crescere, professionalmente e personalmente. Il rapporto che si crea con le clienti, il saperle aiutare, conquistare la loro fiducia e vedere come cambiano, come si sentono meglio, dà una soddisfazione forse mai provata prima.”
I progressi che vede ogni giorno non sono astratti: diminuiscono le medicine, le clienti camminano meglio, non hanno più l’affanno, migliorano la qualità della vita. “Non è un lavoro in cui entri la mattina ed esci la sera. Ti relazioni con 120 persone al giorno, 120 persone che entrano ed escono, loro dalla tua vita, e tu nella loro.”
Christa: da cliente a titolare di tre centri
Christa è entrata in Figurella nel 2008. Come cliente.
Era una persona piena di passioni e interessi, ma svolgeva un lavoro che non la gratificava. Poi è diventata assistente, trovando un equilibrio tra i suoi studi in naturopatia e una visione olistica della cura femminile. “Ho imparato un mestiere, ma per me è diventata una missione: aiutare le persone in modo naturale.”
Da assistente, negli anni, Christa è diventata titolare. Poi imprenditrice con tre centri a Lissone, Seregno e Cantù aperti nel giro di pochi anni. Oggi è anche responsabile regionale.
“Volevo vivere così la mia vita” dice semplicemente. “Sono contenta e soddisfatta per il contributo che posso dare alle mie signore, alle mie ragazze e ai centri della regione.”
Non aveva mai avuto un’azienda propria. Ha scommesso su sé stessa, spronata anche dal marito, e ha vinto. “L’essere stata dipendente, e prima ancora cliente, mi aiuta a essere una titolare migliore. Autorevole e non autoritaria. Che si mette in discussione, che si mette nei panni delle signore, delle ragazze, delle problematiche degli altri centri.”
E poi aggiunge qualcosa che dice tutto: “Dalle donne, per le donne. Vedere le signore che sbocciano, che ritrovano un’armonia e una pace che avevano perso per mille motivi, è impagabile.”
Cosa rende speciale questo lavoro
Le storie di Silvia e Christa non sono eccezioni. Sono il paradigma di un modello che Figurella porta avanti da quarant’anni: una rete di centri nata e gestita da donne, per donne in cui chi lavora conosce dall’interno ciò di cui si occupa, perché spesso lo ha vissuto in prima persona.
Questo fa una differenza concreta nel tipo di relazione che si crea con le clienti. Non è la distanza fredda di chi eroga un servizio: è la vicinanza di chi capisce, di chi ha vissuto le stesse insicurezze, le stesse difficoltà, lo stesso desiderio di stare meglio. E che ha scelto di mettere questa comprensione al servizio delle altre.
L’assistente Figurella non è solo una professionista del movimento e dell’alimentazione. È una guida, una figura di riferimento, qualcuno di cui ci si fida abbastanza da mostrarsi vulnerabili e che sa tenere quella fiducia nel tempo.
E se anche tu volessi fare questo lavoro?
Se leggendo le storie di Silvia e Christa hai sentito qualcosa risuonare, quella sensazione di “ecco cosa vorrei fare”, vale la pena sapere che Figurella forma e seleziona continuamente nuove assistenti e titolari di centro.
Non serve una formazione specifica nel settore fitness o benessere. Serve la motivazione giusta, la voglia di mettersi in gioco e la capacità di costruire relazioni autentiche. Il resto si impara nell’accademia Figurella, con affiancamento pratico, con il supporto di una rete di professioniste che hanno già percorso quella strada.
Fare della passione un lavoro non è un privilegio riservato a pochi. È una scelta spesso nata da un’esperienza personale inaspettata. A volte da un invito passato di mano in mano. A volte da un lettino.







