La fiducia è qualcosa che si impara, si costruisce e, a volte, si ritrova. E comincia sempre da un posto preciso: il tuo corpo.
Fiducia. È una parola che usiamo spesso e che vorremmo sentire ancora più spesso, rivolta a noi stesse.
Non la fiducia degli altri in noi. Quella in noi stesse. Quella che ci fa camminare a testa alta, prendere decisioni senza rimpianti, mostrarci per quello che siamo senza temere il giudizio. Quella che, nei momenti difficili, ci permette di sapere che ce la faremo anche quando non ne siamo ancora sicure.
Ma da dove viene? E soprattutto: come si costruisce, quando si è persa?
La fiducia è una sensazione fisica
La psicologia lo dice chiaramente: la fiducia in sé stesse non è uno stato mentale astratto. Si sente nel corpo prima ancora che nella testa. Si percepisce nella postura, le spalle rilassate o curve, la testa alta o abbassata. Nel respiro aperto o trattenuto. Nel modo in cui ci muoviamo nello spazio, nel rapporto con gli altri.
Chi ha fiducia in sé cammina in modo diverso. Non perché reciti un personaggio, ma perché il corpo riflette ciò che sentiamo dentro. E vale anche il contrario: quando non ci fidiamo di noi stesse, il corpo si chiude, si protegge, si fa piccolo.
Questo significa che lavorare sul corpo, ascoltarlo, rispettarlo, prendersene cura è uno dei modi più diretti e concreti per ricostruire la fiducia in sé stesse. Non è vanità. È il punto di partenza.
La fiducia si costruisce con i piccoli gesti coerenti
Ogni volta che decidiamo di fare qualcosa per noi stesse, e poi lo facciamo davvero, stiamo costruendo fiducia. Stiamo dimostrando a noi stesse che le nostre intenzioni valgono, che siamo degne di essere prese sul serio, prima di tutto da noi.
È un circolo virtuoso: più manteniamo gli impegni con noi stesse, più ci fidiamo di noi. E più ci fidiamo di noi, più siamo capaci di mostrarci agli altri senza maschere: con le fragilità, le imperfezioni, i lati meno esposti che teniamo nascosti per paura di essere ferite.
La fiducia, dice la psicologa Dott.ssa Carolina Guerra, cresce nello spazio della verità, non nella garanzia del risultato.
Fidarsi degli altri: la danza a due
La fiducia negli altri è anch’essa, prima di tutto, un’esperienza fisica. Non a caso diciamo “sento che posso fidarmi” perché la percepiamo con l’intuizione, con il corpo, prima ancora che con la ragione.
Pensate a due ballerini: fanno evoluzioni anche pericolose, si librano nell’aria, sapendo che l’altro sarà lì a prenderli. Più hanno fiducia, più in alto possono avventurarsi. Sanno che potrebbero sbagliare, ma si fidano e quella certezza li libera.
È una metafora potente per qualsiasi relazione: quella di coppia, quella con le amiche, quella con chi ci accompagna in un percorso di cambiamento. Ci fidiamo di chi ci ha dimostrato costanza, di chi è presente nei momenti di slancio ma anche in quelli in cui vorremmo mollare. Di chi ci vuole bene abbastanza da dirci anche ciò che non vorremmo sentire.
Il ruolo della fiducia in un percorso di benessere
Tutto questo ha una conseguenza diretta e concreta quando si parla di salute, benessere e cura di sé.
Iniziare un percorso per stare meglio richiede fiducia, in sé stesse prima di tutto. La fiducia che se ne valga la pena, che ce la si faccia, che i risultati arriveranno anche quando non si vedono ancora. E richiede fiducia negli altri: in chi ci accompagna, ci corregge, ci conosce abbastanza da sapere quando spingerci e quando aspettarci.
Figurella: un luogo dove la fiducia si costruisce davvero
Da Figurella, la fiducia è la struttura su cui è costruito l’intero Metodo.
Comincia dalla prima consulenza gratuita: un momento in cui non devi dimostrare nulla, non devi essere pronta, non devi essere diversa da come sei. Sei accolta per quello che sei con la tua storia, il tuo corpo, i tuoi obiettivi e le tue insicurezze.
L’assistente dedicata che ti segue conosce il tuo percorso, adatta il programma nel tempo, ti corregge con competenza e ti sostiene con presenza. Non è una figura distante e tecnica: è qualcuno con cui costruisci, seduta dopo seduta, un rapporto di fiducia reale. Quella che si forma quando le parole e i fatti camminano insieme, quando la coerenza diventa un linguaggio quotidiano..
E poi c’è qualcosa di più sottile, ma altrettanto reale: prendersi cura del proprio corpo con regolarità: muoversi, nutrirsi bene, dedicarsi del tempo è di per sé un atto di fiducia verso sé stesse. È dire, con i fatti: valgo questo tempo. Valgo questa attenzione. Valgo questo impegno.
Quella sensazione di sentirti più leggera, più tonica, più presente nel tuo corpo, cambia il modo in cui cammini, il modo in cui ti presenti, il modo in cui guardi le persone negli occhi.
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