Cosa significa davvero aprire un centro Figurella?
Significa diventare imprenditrici, assumersi responsabilità e costruire ogni giorno un progetto fatto di persone. Ma significa anche poter crescere all’interno di una rete, confrontandosi con chi ha già affrontato le stesse sfide e condividendo esperienze, dubbi e risultati.
Lo raccontano Francesca, titolare del centro Figurella di Arezzo da 20 anni, e Arianna, titolare del centro Figurella di La Spezia da 10 anni.
Due storie diverse, unite da un’amicizia nata nel lavoro e da una convinzione comune: scegliere Figurella significa intraprendere un percorso che cambia nel tempo, insieme alle persone che ne fanno parte.
Da un primo incontro a una scelta professionale
Per Francesca tutto è iniziato molto presto.
Aveva appena vent’anni quando, grazie a sua zia, entrò per la prima volta in un centro Figurella. Era già appassionata di movimento e alimentazione e, quasi immediatamente, ebbe la sensazione di aver trovato qualcosa che poteva diventare il suo futuro.
“Questo è quello che vorrei fare da grande.”
Era il 1996.
Da quel momento è iniziato un percorso professionale che, dieci anni dopo, l’avrebbe portata a diventare titolare del suo primo centro.
Per Arianna, invece, l’ingresso in Figurella è legato proprio all’incontro con Francesca.
Nel 2007 Francesca lavorava a La Spezia e aveva bisogno di una persona che entrasse nel team. Una telefonata tra amiche è diventata così l’inizio di un nuovo percorso.
Arianna accettò quasi d’istinto.
Da allora, racconta, ci sono stati momenti di entusiasmo, paura, soddisfazione e difficoltà. Ma anche la consapevolezza che rifarebbe quella scelta.
Una rete di imprenditrici
Uno dei temi più forti che emerge dal loro racconto è quello della rete.
Francesca e Arianna lavorano in città diverse, ma il confronto professionale continua ancora oggi. E non riguarda soltanto loro due.
Nel tempo si è costruita una relazione anche con altre titolari della Toscana e della Liguria, con le referenti e con le professioniste che fanno parte del sistema Figurella.
Francesca descrive questo confronto con parole molto semplici:
“Ci confrontiamo, ci aiutiamo, ci consoliamo, ci rafforziamo. Non siamo sole.”
Essere titolare significa inevitabilmente affrontare situazioni nuove, decisioni e momenti complessi.
Ma sapere che qualcun’altra ha già vissuto una situazione simile può fare la differenza.
Una difficoltà affrontata oggi da una titolare può essere la stessa che un’altra ha superato qualche anno prima. Il confronto permette così di trasformare l’esperienza individuale in un patrimonio condiviso.
Aprire un centro oggi: la formazione fa la differenza
Francesca ricorda che quando è diventata titolare molte competenze venivano costruite direttamente sul campo.
Oggi, secondo la sua esperienza, chi decide di entrare nel mondo Figurella può invece contare su una struttura più organizzata, su formazione e su un supporto capace di accompagnare i diversi momenti del percorso.
Un aspetto importante soprattutto quando si affronta per la prima volta una scelta imprenditoriale.
Avere un metodo da seguire, persone con cui confrontarsi e strumenti già costruiti significa poter affrontare con maggiore consapevolezza anche gli ostacoli.
La paura, naturalmente, può esserci.
Ed è normale che ci sia.
Aprire e gestire un’attività significa assumersi responsabilità verso se stesse, il proprio team e le donne che scelgono il centro.
Ma non significa dover trovare tutte le risposte da sole.
Un lavoro fatto anche di persone
Arianna lo racconta senza idealizzare.
Essere imprenditrici non significa vivere soltanto momenti semplici.
Ci sono giornate bellissime e altre più impegnative, momenti in cui ci si sente soddisfatte e altri in cui è necessario fermarsi, confrontarsi e ritrovare motivazione.
Per questo costruire il team giusto diventa fondamentale.
Le persone che lavorano nel centro devono condividere la stessa attenzione verso le signore, il Metodo e il modo di vivere Figurella.
Non basta semplicemente “aprire un’attività”.
Occorre costruire un gruppo.
E proprio la capacità di creare relazioni, dentro e fuori dal centro, diventa una parte essenziale del lavoro della titolare.
Il Metodo come punto fermo
Dopo tanti anni nel mondo Figurella, Francesca e Arianna continuano a riconoscersi negli elementi fondanti del Metodo.
Francesca mette al centro il movimento nel lettino termoattivo, uno degli elementi che più rappresentano per lei l’identità Figurella.
Nel tempo è però cambiato il modo in cui guarda al Metodo.
All’inizio lo associava soprattutto all’aspetto estetico e alla possibilità di lavorare sulla propria forma fisica.
Con l’esperienza ha invece iniziato a leggerlo in modo più ampio: come un percorso legato al movimento, alle abitudini e alla consapevolezza del proprio stile di vita.
Ed è proprio questo cambio di prospettiva che porta anche all’interno del proprio centro.
Essere titolare significa credere in ciò che si trasmette
Alla domanda su cosa significhi aprire un centro Figurella, Francesca parla prima di tutto di impegno.
Essere titolare significa essere presenti, lavorare con il proprio team, accompagnare le Signore e continuare a credere quotidianamente nel progetto che si propone agli altri.
Non si tratta soltanto di gestire un’impresa.
Significa rappresentare in prima persona lo stile di vita che si vuole trasmettere.
Una responsabilità importante, ma anche una fonte di soddisfazione personale e professionale.
Perché quando un progetto cresce nel tempo, insieme alle persone che ne fanno parte, anche chi lo guida continua a cambiare.
Figurella come stile di vita
Quando viene chiesto loro di completare la frase “Per me essere titolare Figurella è…”, Francesca e Arianna danno esattamente la stessa risposta.
Uno stile di vita.
Forse è proprio questo il punto che accomuna le loro storie.
Figurella è entrata nella loro vita prima come lavoro, poi come progetto imprenditoriale e infine come parte della quotidianità.
Condividendo sfide, responsabilità, formazione e relazioni.
E dimostrando che anche quando ogni centro ha la propria storia, far parte di una rete significa poter continuare a crescere insieme.







