Le malattie croniche non trasmissibili sono la principale causa di morte in Europa. Eppure vengono ancora considerate “normali”. Ecco perché lo stile di vita è la forma di prevenzione più potente che abbiamo.
Sovrappeso, affanno salendo le scale, gambe pesanti, pressione alta, glicemia borderline, mal di schiena cronico. Quante volte abbiamo sentito o detto noi stesse “è normale, è l’età”?
Non è normale. È un segnale. E ignorarlo ha un costo che si paga nel tempo, spesso molto più alto di quanto si immagini.
Le malattie che non si vedono, ma esistono
Esistono patologie che non si riconoscono a occhio nudo, difficili da diagnosticare, difficili da far prendere sul serio. Fibromialgia, endometriosi, vulvodinia, depressione, emicrania cronica: malattie “invisibili” che affliggono chi ne è portatore con dolori reali, non immaginari e che troppo spesso vengono sminuite, derubricate a “debolezza di carattere” o “troppe lamentele”.
A questa invisibilità si aggiunge una sofferenza psicologica ulteriore: non essere credute, non trovare una diagnosi, non sapere a chi rivolgersi. Associazioni come i “Guerrieri Invisibili”, nata nel 2022, lavorano ogni giorno per connettere queste persone, fare informazione e indirizzarle verso i centri specializzati in grado di aiutarle.
Ma c’è un’altra categoria di malattie invisibili, altrettanto pericolosa e molto più diffusa. Sono quelle che la società ha normalizzato al punto da non riconoscerle più come tali.
L’invisibilità più insidiosa: le malattie croniche che consideriamo “normali”
Secondo l’OMS, le malattie croniche non trasmissibili rappresentano quasi l’80% dei disturbi attuali. In Europa sono responsabili dell’86% delle morti. Sono la principale causa di sofferenza, disagio quotidiano e perdita di qualità della vita prima ancora, e molto prima, del decesso.
Eppure le viviamo come condizioni fisiologiche. Come effetti inevitabili del tempo che passa. Sovrappeso, ridotte capacità motorie, ipertensione, ipercolesterolemia, glicemia alta: le accettiamo passivamente, le gestiamo farmacologicamente quando diventano sintomatiche, senza mai agire sulle cause.
È un processo lento e silenzioso. Comincia con una scarsa conoscenza del proprio stato di salute, continua con la sottovalutazione dei segnali, si alimenta di stili di vita errati perpetrati per anni, si consolida nell’assenza di prevenzione primaria. Fino a quando una condizione transitoria, e correggibile, cronicizza, diventa debilitante, e poi letale.
Il problema non è la malattia. È che abbiamo smesso di riconoscerla come tale.
La lezione di chi non può scegliere
Chi combatte ogni giorno contro malattie rare, contro patologie senza nome, contro dolori che nessuno riesce ancora a diagnosticare, ci insegna qualcosa di fondamentale: prendersi cura di sé stesse, quando si può farlo, non è un capriccio. È un privilegio. E sprecare quel privilegio,ignorando i segnali del corpo, rimandando i cambiamenti, aspettando che qualcosa si aggravi è poco lungimirante nei confronti di noi stesse, e poco rispettoso verso chi vorrebbe avere la nostra stessa possibilità di scelta.
Tutti possono prendersi cura della propria salute. Non tutti sanno come farlo. Impariamo la lezione di chi vorrebbe farlo ma non ci riesce.
La prevenzione primaria: agire prima, non dopo
La buona notizia, ed è una notizia importante, è che la grande maggioranza delle malattie croniche non trasmissibili è prevenibile. Non con farmaci, non con trattamenti invasivi, non con soluzioni miracolose: con lo stile di vita.
Attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, controllo del peso, sonno di qualità: sono le leve che la ricerca scientifica identifica da decenni come le più efficaci nella prevenzione primaria di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcune forme di cancro, osteoporosi, ipertensione.
Il problema, come sappiamo, non è la mancanza di informazioni. È il passaggio dall’intenzione all’azione concreta, quotidiana, costante. È costruire quelle abitudini nella vita reale senza abbandonarle dopo la prima settimana.
Figurella: un metodo di prevenzione concreta
È esattamente qui che Figurella interviene come spazio di prevenzione attiva per il corpo femminile.
Da quarant’anni il Metodo Figurella lavora sulle stesse leve che la scienza identifica come fondamentali per la salute a lungo termine: movimento moderato e costante, alimentazione equilibrata, benessere psicofisico. Tre pilastri che agiscono insieme sulle cause profonde di quei “segnali” che troppo spesso ignoriamo.
Il lettino termoattivo offre 25 minuti di esercizio mirato in totale scarico articolare: lavora su tonicità muscolare, microcircolazione e mobilità articolare, tutte funzioni che sovrappeso e sedentarietà compromettono progressivamente, spesso senza che ce ne accorgiamo.
La cabina all’ozono completa ogni seduta con 15 minuti di recupero attivo: migliora l’ossigenazione dei tessuti e contribuisce a normalizzare la pressione arteriosa, uno dei primi parametri alterati dalle malattie croniche legate allo stile di vita.
Il programma alimentare, sviluppato da dietiste e nutrizionisti, è un’educazione alla corretta alternanza dei nutrienti che stabilizza la glicemia e riduce i picchi insulinici che nel tempo favoriscono sovrappeso e rischio cardiovascolare.
Il corpo ci parla. Impariamo ad ascoltarlo.
Sovrappeso, affanno, gambe pesanti, mal di schiena, pressione alta: non sono inevitabili effetti dell’età. Sono segnali e sono correggibili, se si agisce in tempo con il metodo giusto.
Figurella non promette di guarire nessuna malattia. Offre qualcosa di più prezioso: uno spazio dove prendersi cura di sé con regolarità e competenza, prima che il corpo smetta di poter aspettare.







