Ci sono percorsi professionali che nascono da un progetto preciso. Altri cominciano da un’esperienza personale e, quasi senza accorgersene, diventano qualcosa di molto più grande.
È quello che è successo a Nadia, titolare del centro Figurella di Parma, che prima di scegliere Figurella come professione lo aveva conosciuto come cliente. Oggi lavora nel centro insieme a Sofia, responsabile e nuova generazione di una storia costruita nel tempo.
Due esperienze diverse, unite dalla stessa convinzione: essere parte di Figurella significa lavorare con le persone, crescere insieme a loro e poter contare su una rete che accompagna anche chi sceglie di intraprendere un percorso imprenditoriale.
Da cliente a titolare Figurella
Prima di entrare professionalmente nel mondo Figurella, Nadia lavorava in un settore completamente diverso.
A farle conoscere il Metodo è stata sua sorella, che già lavorava all’interno della realtà Figurella. Nadia ha così iniziato il proprio percorso come cliente e ha scoperto qualcosa che fino ad allora le era sempre mancato: la continuità.
In passato aveva iniziato diverse attività senza riuscire a trasformarle in un’abitudine. Con Figurella, invece, racconta di essere riuscita a trovare una routine compatibile con la propria quotidianità e a sperimentare personalmente il valore del Metodo.
Da lì è nata una convinzione sempre più forte.
“Quando credi così tanto in qualcosa, lo vuoi trasmettere.”
Dopo la nascita delle sue due figlie e la decisione di lasciare il precedente lavoro, Nadia ha scelto di trasformare quell’esperienza personale in una nuova professione, aprendo il proprio centro Figurella.
Una decisione che oggi descrive come una delle scelte più importanti del proprio percorso.
Essere titolare significa esserci
Per Nadia, però, aprire un Centro non significa semplicemente gestire un’attività.
Ancora oggi continua a vivere quotidianamente il centro anche come assistente, perché considera il contatto diretto con le donne una parte fondamentale del proprio lavoro.
Ascoltare, accompagnare, conoscere le persone e costruire nel tempo una relazione di fiducia sono aspetti che, nella sua esperienza, fanno la differenza.
Ogni donna arriva con una storia, esigenze e momenti di vita differenti. Per questo il lavoro richiede professionalità, ma anche una forte capacità di ascolto.
Nadia lo descrive come un percorso fatto insieme:
“Sono percorsi di vita che fai insieme ad altre donne.”
È proprio questa dimensione relazionale a rendere il lavoro qualcosa che va oltre la semplice gestione di un centro. Nel tempo si condividono risultati, difficoltà, cambiamenti e nuove abitudini.
E, mentre si accompagnano le altre persone, si continua a crescere anche professionalmente e personalmente.
Una nuova generazione dentro Figurella
Quella stessa passione è arrivata anche a Sofia.
Cresciuta conoscendo Figurella attraverso il lavoro della madre, all’inizio ha osservato questa realtà dall’esterno e anche come cliente. Solo successivamente ha deciso di entrare professionalmente nel centro.
Una scelta maturata senza forzature.
Vedere Nadia lavorare con entusiasmo, costruire negli anni un gruppo affiatato e continuare a credere nel proprio progetto ha contribuito ad avvicinarla sempre di più a Figurella.
Per Sofia, entrare in un’attività familiare rappresentava comunque una sfida.
Essere giovani e assumersi responsabilità può spaventare, soprattutto quando manca ancora l’esperienza. Ma proprio qui, racconta, emerge uno degli aspetti più importanti della rete Figurella.
La forza di non essere sole
Alla domanda su cosa direbbe a una giovane donna che desidera aprire un centro Figurella, Sofia parte da un concetto molto semplice: il gruppo.
Sapere di poter contare su altre Titolari, altri Centri, professionisti e persone con esperienza permette di affrontare i primi passi con maggiore consapevolezza.
“La forza è avere un gruppo.”
Formazione, confronto e supporto diventano quindi strumenti importanti non soltanto per imparare il Metodo, ma anche per affrontare la gestione quotidiana del centro.
Per Sofia, sapere di avere qualcuno con cui confrontarsi è un valore da non sottovalutare: una presenza esterna al proprio centro, ma allo stesso tempo vicina e parte dello stesso sistema.
Formazione, responsabilità e crescita continua
Anche Nadia insiste molto sull’importanza della formazione.
Gestire bene un centro, nella sua esperienza, significa continuare ad aggiornarsi, mettere in pratica ciò che viene condiviso dalla rete e costruire un gruppo di lavoro che creda negli stessi valori.
L’aspetto imprenditoriale naturalmente esiste: ci sono numeri da monitorare, responsabilità verso il team e decisioni da prendere.
Ma, per Nadia, il progetto non può partire soltanto da questo.
Figurella è prima di tutto un lavoro fatto di persone. È necessario credere nel Metodo, viverlo e riuscire a trasmetterne il valore ogni giorno.
Anche perché il rapporto costruito nel tempo con le Donne può diventare molto profondo. Nadia racconta di clienti che frequentano il centro da moltissimi anni: un legame che, nella sua esperienza, nasce dalla fiducia e dalla continuità.
La costanza vale anche per chi guida
Se c’è una parola che ritorna spesso quando si parla del Metodo Figurella è costanza.
Ed è proprio Sofia a ricordare che lo stesso principio vale anche per chi gestisce un centro.
“La costanza che chiediamo alle signore è quella che da titolare devi avere sempre.”
Essere titolare significa assumersi responsabilità, affrontare nuove sfide e continuare a crescere.
Non esiste un punto in cui si smette di imparare.
Cambiano le persone, le esigenze, il modo di comunicare e anche il ruolo di chi guida il centro. Rimane però la necessità di esserci con continuità, per il proprio gruppo e per le donne che scelgono Figurella.
Figurella, tra impresa e famiglia
Nadia e Sofia rappresentano due momenti diversi della stessa storia.
Da una parte l’esperienza di chi ha conosciuto Figurella prima come cliente e ha deciso di trasformare quella convinzione in un progetto professionale. Dall’altra una nuova generazione che entra nel mondo Figurella sapendo di poter contare sull’esperienza costruita prima di lei.
Quando devono scegliere una parola per descrivere Figurella, le loro risposte riassumono bene tutta l’intervista.
Per Nadia è famiglia.
Per Sofia è costanza.
Due parole che raccontano un modo di vivere Figurella fatto di relazioni, responsabilità, crescita e condivisione.
Perché aprire un centro significa costruire un’attività, ma anche entrare in una rete e scegliere ogni giorno di accompagnare altre donne nel loro percorso.







