Hyrox, Barre, Padel, maratone: il mondo del fitness vive di tendenze che cambiano ogni stagione. Ma la salute non è una moda. Ecco come riconoscere l’attività fisica che funziona davvero e perché la differenza non è banale.
Se fai ancora crossfit sei fuori. Il pilates è superato. Adesso si fa Barre, ossia la pratica di allenamento ispirata al balletto, o Hyrox, la fitness race che richiede di spingere slitte di ghisa, trasportare sacchi di sabbia e remare per mille metri, tutto nel minor tempo possibile.
Il mondo del fitness vive di mode. Cambiano ogni stagione, riempiono palazzetti e social media, vendono biglietti a prezzi importanti e poi evolvono, scompaiono, vengono sostituite dalla prossima grande novità.
Il problema è quello che lasciano dietro. Non solo pile di attrezzature abbandonate in cantina. A volte, anche aspetti legati alla salute.
Il fenomeno delle fitness race: marketing o benessere?
L’Hyrox è nato in Germania nel 2017 con l’obiettivo dichiarato di “abbinare nel minor tempo possibile attività aerobica e anaerobica, allenando ogni parte del corpo.” Suona bene. Finché non si legge cosa comporta concretamente: mille metri di simulatore di sci di fondo, cinquanta metri spingendo una slitta, trazione, flessioni con salti, vogatore, farmer carry con palle di ghisa, affondi con un sacco di sabbia in spalla, tiro di palla medica.
Come è diventato di moda? Grazie a un modello di comunicazione molto preciso: eventi pubblici con sponsor e telecamere, community sui social, allenamenti condivisi in vista della gara. Non richiede abilità tecniche particolari, solo forza e resistenza, e il 98% dei partecipanti completa il circuito, garantendo a tutti una storia di successo da raccontare.
È gratificante. È social. È un ottimo prodotto di marketing. Ma spingere transenne di ghisa e trasportare sacchi di sabbia non ha molto a che vedere con un allenamento funzionale alla salute del corpo.
Le mode del passato: Aerobica, Zumba, Padel, maratone
Non è la prima volta che succede. L’aerobica ha avuto anni d’oro. La Zumba ha riempito palestre di tutto il mondo. Il padel, nato dalla capacità di un modello di business di rendere accessibile uno sport tecnico, moltiplicare i campi e creare una community, ha vissuto una crescita a doppia cifra prima che le vittorie di Sinner riportassero in auge il tennis.
Le maratone sono diventate un fenomeno globale: corrono in tanti, le App permettono di tracciare i risultati e condividerli, i running club creano comunità, le gare diventano traguardi da sfoggiare. Il mercato delle maratone vale cifre importanti per gli organizzatori e per le città che se le contendono come attrazioni turistiche.
Dietro ogni moda fitness ci sono capitali, sponsor, agenzie di comunicazione che rendono irresistibile e imperdibile qualcosa che la stagione precedente non esisteva. E poi arriva la prossima.
La differenza tra moda e cambiamento culturale
C’è però qualcosa di positivo in tutto questo movimento: uno shift culturale reale. Sempre di più sappiamo che per essere in forma e in salute serve fare esercizio fisico. La consapevolezza è cresciuta. Il problema è la qualità di quell’esercizio.
Perché non è la stessa cosa correre una maratona improvvisata dopo mesi di sedentarietà, fare Hyrox dopo aver visto un video sui social, o fare un esercizio fisico strutturato, personalizzato, progressivo nel tempo e rispettoso delle articolazioni.
La prima è una moda. La seconda è prevenzione.
Figurella: l’antitesi della moda fitness
Da quarant’anni Figurella lavora esattamente nella direzione opposta alle mode del momento: nessuna gara, nessuno sforzo estremo, nessuna tendenza stagionale. Solo un metodo brevettato, personalizzato e scientificamente fondato che mette la salute del corpo femminile al centro, non le performance o l’estetica fine a sé stessa.
Il lettino termoattivo brevettato è il cuore di questo approccio: 25 minuti di esercizio mirato, in totale scarico articolare, che permette di lavorare su tonicità muscolare, mobilità articolare e microcircolazione senza sovraccaricare ginocchia, colonna e articolazioni. È l’esatto contrario di un allenamento improvvisato o intensivo: è un esercizio moderato, strutturato, progressivo, progettato dagli osteopati Figurella per agire in modo efficace senza lasciare danni nel tempo.
Niente sacchi di sabbia. Niente slitte di ghisa. Niente infortuni da gestire con l’osteopata tre mesi dopo.
La cabina all’ozono completa ogni seduta con 15 minuti di recupero attivo: stimola la microcircolazione, riduce le tensioni muscolari, migliora l’ossigenazione dei tessuti. È la fase che protegge il corpo dopo il movimento, quella che nelle mode fitness più estreme non esiste, perché l’obiettivo è la performance, non la salute.
Il programma alimentare, sviluppato da dietiste e nutrizionisti specializzati nel corpo femminile, non segue le tendenze nutrizionali del momento. Non elimina categorie di alimenti, non propone protocolli estremi. Insegna la corretta alternanza dei nutrienti in modo sostenibile nel tempo. L’unico approccio che la ricerca scientifica riconosce come efficace sul lungo periodo.
E poi c’è l’assistente dedicata: non un trainer che ti spinge al limite, ma una professionista che conosce il tuo corpo, monitora i progressi, adatta il programma nel tempo e si assicura che ogni seduta sia efficace e sicura.
L’attività fisica che fa davvero bene è quella personalizzata, strutturata, costante e rispettosa del corpo, quella che si può fare oggi, tra dieci anni e tra venti. Da Figurella questo approccio esiste da quarant’anni e non perché non sappia rinnovarsi, ma perché la salute femminile non cambia moda ogni primavera.







