Fare più addominali aiuta davvero a ridurre il grasso sulla pancia?
È una delle domande più frequenti quando si cerca di rimodellare la zona addominale. E anche uno dei falsi miti più difficili da superare.
Crunch, plank ed esercizi specifici possono essere molto utili per rafforzare la muscolatura dell’addome, ma allenare una parte del corpo non significa necessariamente perdere grasso proprio in quella zona.
Per lavorare sul grasso addominale serve un approccio più completo, che coinvolga movimento, alimentazione, composizione corporea e soprattutto continuità.
È proprio da questa visione che parte anche il Metodo Figurella: non concentrarsi su un singolo esercizio o su una parte del corpo, ma accompagnare ogni Donna in un percorso personalizzato verso un Corretto Stile di Vita.
Con il contributo di Alessandro Ricci, biologo nutrizionista, e Riccardo Guerra, dottore in Scienze delle Attività Motorie e Sportive.
Gli addominali fanno perdere il grasso sulla pancia?
La risposta breve è: non da soli.
Gli esercizi addominali fanno lavorare i muscoli della zona e contribuiscono a renderli più efficienti e tonici, ma non permettono di decidere da quale parte del corpo utilizzare le riserve di grasso.
Il nostro organismo non funziona in modo “localizzato”: quando utilizza le proprie riserve energetiche, il tessuto adiposo viene ridotto progressivamente secondo caratteristiche individuali.
Ogni persona, infatti, tende ad accumulare e perdere grasso in modo differente.
C’è chi nota prima cambiamenti sul viso o sul busto, chi sulle gambe e chi mantiene più a lungo gli accumuli nella zona addominale.
Per questo eseguire centinaia di crunch non significa automaticamente ottenere una pancia più piatta.
Grasso addominale: non solo una questione estetica
Quella che comunemente definiamo “pancetta” è un accumulo di tessuto adiposo nella zona addominale.
E non riguarda soltanto l’aspetto estetico.
Oltre al grasso sottocutaneo, nella zona addominale può infatti essere presente anche grasso viscerale, localizzato più in profondità intorno agli organi.
Per questo la circonferenza della vita viene considerata anche un parametro utile per osservare la distribuzione del grasso corporeo.
La bilancia, quindi, non racconta tutto.
Il numero dei chili è soltanto una delle informazioni possibili: ciò che conta è considerare la persona nel suo insieme, la sua composizione corporea, le sue abitudini e il suo stile di vita.
Se il dimagrimento localizzato non esiste, come si rimodella il corpo?
È qui che bisogna distinguere due processi diversi.
Da una parte c’è la riduzione generale della massa grassa.
Dall’altra c’è il lavoro mirato sulla muscolatura, che può aiutare a migliorare tonicità, efficienza e armonia della figura.
Non è quindi il singolo esercizio a rimodellare una zona, ma la combinazione di più elementi all’interno di un percorso continuativo.
Ed è proprio questo principio che ritroviamo nel Metodo Figurella.
Il percorso non parte dall’idea di allenare sempre di più una zona “problematica”, ma dalle caratteristiche e dagli obiettivi della singola Donna.
Il movimento viene adattato nel tempo, monitorato e inserito all’interno di un approccio più ampio che comprende anche educazione alimentare e accompagnamento costante.
Il Metodo Figurella: il corpo si lavora nel suo insieme
In Figurella il movimento non è una corsa alla performance.
Nel lettino termoattivo, ogni donna svolge un’attività mirata e personalizzata, seguita dall’assistente Figurella, che adatta il percorso alle esigenze individuali e ai progressi raggiunti.
L’obiettivo non è “fare più esercizi possibile”, ma muoversi nel modo corretto, con costanza e continuità.
È una differenza importante.
Perché quando si cerca di intervenire sulla propria forma fisica, il rischio è concentrarsi soltanto sulla zona che si vorrebbe cambiare.
Figurella parte invece da una visione complessiva del corpo e del benessere.
Un percorso che mette insieme più elementi e li trasforma, nel tempo, in nuove abitudini.
Alimentazione: niente scorciatoie, serve equilibrio
Lo stesso principio vale a tavola.
Ridurre la massa grassa non significa eliminare completamente alcuni nutrienti o seguire diete drastiche.
Significa costruire un’alimentazione più equilibrata e coerente con le esigenze dell’organismo.
Regolarità dei pasti, qualità degli alimenti e maggiore consapevolezza possono contribuire molto più di una fase di forte restrizione difficile da mantenere nel tempo.
Per questo nel Metodo Figurella si parla di educazione alimentare.
L’obiettivo non è imporre un regime temporaneo, ma aiutare ogni donna a costruire un rapporto più consapevole con l’alimentazione e a inserirla all’interno di un corretto stile di vita.
Movimento e metabolismo: perché conta la continuità
Spesso pensiamo all’attività fisica soltanto in termini di calorie consumate durante una sessione.
In realtà il movimento ha effetti molto più ampi sul funzionamento dell’organismo.
Una vita attiva e una buona massa muscolare contribuiscono a rendere il corpo più efficiente anche nella quotidianità.
Ecco perché una lunga sessione occasionale non vale necessariamente più di un percorso costruito con regolarità.
Anche qui la parola chiave è costanza.
Il Metodo Figurella nasce proprio per trasformare il movimento in una routine sostenibile e compatibile con la vita di ogni donna, anziché in uno sforzo occasionale da affrontare solo quando si desidera ottenere un risultato estetico.
Allora gli addominali servono?
Assolutamente sì.
Semplicemente, servono per ragioni molto più importanti del desiderio di vedere una “tartaruga”.
La muscolatura addominale lavora insieme ai muscoli della schiena e del pavimento pelvico formando il cosiddetto core, fondamentale per la stabilità del corpo.
Un addome efficiente può contribuire a:
- sostenere la colonna vertebrale;
- migliorare la stabilità;
- supportare la postura;
- rendere più efficienti i movimenti quotidiani.
Allenare gli addominali significa quindi prendersi cura della funzionalità del corpo prima ancora che della sua immagine.
Ridurre il grasso addominale significa cambiare prospettiva
Se l’obiettivo è lavorare sulla zona addominale, la soluzione non è aumentare semplicemente il numero di crunch.
Serve guardare al corpo nel suo insieme.
Movimento personalizzato, educazione alimentare, continuità e accompagnamento sono elementi che, insieme, aiutano a costruire nel tempo un nuovo equilibrio.
È questa la filosofia del Metodo Figurella: non combattere una parte del corpo, ma imparare a prendersene cura attraverso un percorso costruito intorno alla persona.
Perché il risultato non nasce da un singolo esercizio.
Nasce dalle abitudini che riusciamo a mantenere nel tempo.
Scopri il Metodo Figurella e trova il centro più vicino a te.







